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Il piede è sostenuto da una ventina di muscoli corti intrinseci che l’uso delle scarpe decondiziona. Il foot core restituisce a questa muscolatura la tonicità necessaria per sostenere la volta plantare, stabilizzare l’ancoraggio al suolo e contrastare il cedimento favorito dal FHL.
Il rinforzo profondo del piede consiste nello stabilizzare l’ancoraggio al suolo tonificando i muscoli intrinseci del piede. Il piede è costituito da un’impalcatura detta « passiva », composta da ossa, articolazioni e legamenti che ne tengono insieme l’insieme. Questa struttura è sostenuta da un’impalcatura attiva di una ventina di muscoli corti, che hanno inserzioni e terminazioni nel piede stesso — a differenza dei muscoli estrinseci, che originano dalla gamba.
I muscoli responsabili di questo rinforzo devono essere resistenti alla fatica e capaci di sostenere lo stress in allungamento. Non hanno una funzione propulsiva propriamente detta, ma partecipano alle proprietà elastiche della volta plantare. Sotto carico, l’equilibrio dipende dalla stabilità del piede al suolo e dal suo rapido adattamento a ogni nuova situazione: i muscoli intrinseci potenziano questa stabilità.
L’uso delle scarpe nelle nostre società moderne decondiziona i muscoli dei piedi: i movimenti sono limitati e i muscoli si atrofizzano per assenza di sollecitazioni. Più le scarpe si portano presto nella vita, più lo sviluppo di questi muscoli è ostacolato. Con gli anni, questo passivo sfocia in disturbi dell’equilibrio particolarmente critici nella persona anziana.
Durante il cammino, la volta plantare tende a cedere e il piede a deformarsi sotto l’effetto delle pressioni. I muscoli intrinseci svolgono un ruolo cruciale nella prevenzione di questo cedimento e nel mantenimento della struttura dinamica e reattiva del piede. L’equilibrio in appoggio su un piede e l’adattamento al terreno irregolare ne dipendono.
Il FHL, per l’effetto tenodesi sul tendine del flessore lungo dell’alluce, predispone al cedimento della volta e alla deformazione dell’avampiede. Per potenziare il risultato del rinforzo del piede, occorre anzitutto rimuovere questo effetto tenodesi manipolando l’articolazione sottoastragalica e praticando allungamenti specifici per favorire lo scorrimento del tendine. Questa tappa è un elemento chiave della riuscita del trattamento.
I principali muscoli responsabili del sostegno attivo della volta plantare sono l’abduttore dell’alluce, il flessore breve comune delle dita e il quadrato della pianta, ai quali si aggiungono gli interossei dorsali, importanti per il mantenimento dei metatarsi durante la messa in carico.



Gli esercizi si eseguono a piedi nudi, qui mostrati da seduti su una sedia. Possono anche essere eseguiti in piedi, su uno o due piedi, su superfici più o meno stabili secondo il livello. All’inizio dell’apprendimento si consiglia di lavorare un solo piede alla volta. Non è richiesto alcun riscaldamento.
Stimola l’abduttore dell’alluce, il flessore breve comune e il quadrato della pianta. La difficoltà consiste nel creare una contrazione della volta senza movimento di artigliamento delle dita.
Contrazione lenta e controllata
Nessun artigliamento delle dita
Obiettivo: restituire tono alla volta
Mira ai muscoli interossei dorsali, importanti per mantenere i metatarsi nella loro posizione durante la messa in carico del piede.
Divaricare le dita al massimo
Mantenere la posizione qualche secondo
Un piede alla volta all’inizio
Mira all’adduttore dell’alluce, coinvolto in sinergia con il flessore breve delle dita nella fase propulsiva della falcata. Richiede un foglio A4 e una penna.
Penna tenuta con le dita del piede
Disegno a spirale lento
Eccellente per la destrezza del piede
Sei settimane di presa in carico, con una o due sedute alla settimana in studio ed esercizi a domicilio una o due volte al giorno. Ogni attività a piedi nudi su superficie non traumatizzante è benefica. La tappa finale passa da una pratica ragionevole e supervisionata del barefoot running o della corsa con scarpe minimaliste: una pratica mal adattata può generare lesioni da sovraccarico.
L’elettrostimolazione muscolare mira a rinforzare alcuni muscoli del piede mediante impulso elettrico: un professionista posiziona degli elettrodi sulla faccia plantare e mediale del piede per indurre una contrazione. Questo metodo può essere combinato con esercizi su uno o due piedi, su superfici più o meno instabili secondo il livello del paziente. Risultati significativi si ottengono dalla combinazione dei due approcci.
Rimuovere i blocchi articolari indotti dal FHL, dal bacino alla cerniera dorso-lombare.
Muscoli mirati
intrinseci del piede
Durata del programma
6 settimane
Frequenza in studio
1 o 2 sedute/sett.
A domicilio
1 o 2 volte/giorno
Complementi
elettrostimolazione
Tappa finale
barefoot running