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Dolore meccanico della faccia anteriore del ginocchio, la sindrome femoro-rotulea rappresenta dal 25 al 40 % delle visite specialistiche e colpisce soprattutto una popolazione giovane e sportiva. Rimasta a lungo senza spiegazione, trova la sua origine in un disturbo funzionale della marcia, l’Hallux Limitus Funzionale.
La sindrome femoro-rotulea si definisce come un dolore di tipo meccanico avvertito sulla faccia anteriore del ginocchio. Le sollecitazioni in compressione come l’accovacciamento, la salita e la discesa delle scale o la posizione seduta prolungata sono fattori scatenanti o aggravanti. Le attività ripetitive come la corsa fanno divampare i dolori al punto da non renderle più praticabili.
I dolori cedono con il riposo e sono reversibili, anche se possono persistere piuttosto a lungo dopo lo sforzo, al pari della sindrome della bandelletta ileo-tibiale alla quale la sindrome femoro-rotulea può essere associata.

La sindrome femoro-rotulea colpisce prevalentemente una popolazione spesso giovane, attiva o sportiva, più femminile che maschile. In una visita specialistica del ginocchio o di medicina dello sport, rappresenta da sola dal 25 al 40 % dei motivi di consultazione.
Il dolore può essere l’unico sintomo oppure associarsi a sensazioni di cedimento o di aggancio, senza che si tratti tuttavia di un’instabilità rotulea con apprensione di lussazione. Il versamento è raro. La diagnosi è spesso posta per esclusione e gli esami radiologici in genere non mostrano nulla di anomalo, se non talvolta alla RM un edema transitorio della cartilagine rotulea.
Non è stata stabilita alcuna correlazione tra le lesioni cartilaginee e i dolori. Il termine di condropatia rotulea non è più in uso oggi per definire questa sindrome, che non evolve verso l’artrosi.
Sul piano terapeutico non esiste realmente un consenso. Numerosi lavori hanno mostrato risultati incoraggianti con una presa in carico globale basata sullo stiramento e sul core training, e i plantari hanno talvolta un effetto benefico. Purtroppo il miglioramento è spesso transitorio e le recidive frequenti: in assenza di un allenamento regolare, i dolori ritornano e obbligano i pazienti a modificare le proprie abitudini sportive e il proprio stile di vita.
La sindrome femoro-rotulea resta un argomento controverso, senza una spiegazione valida quanto alla sua eziologia. Sono stati chiamati in causa fattori predisponenti come l’iperlassità costituzionale o una forte antiversione femorale, ma si tratta di un problema multifattoriale. All’origine della sindrome vi è un disordine funzionale, e la spiegazione può essere trovata solo attraverso l’analisi del movimento.
La perdita del sincronismo interarticolare fisiologico della marcia è provocata da un’entità clinica poco conosciuta e poco ricercata, l’Hallux Limitus Funzionale (FHL). Ricercato sistematicamente da oltre vent’anni, il FHL è presente e può essere diagnosticato in tutti i casi di sindrome femoro-rotulea.
Il FHL provoca una desincronizzazione della marcia che comporta una contrazione ritardata del quadricipite all’atterraggio del piede al suolo. La rotula non viene allora applicata sul versante esterno della troclea come dovrebbe: « galleggia » e si trova poi bruscamente schiacciata sul versante interno nel momento in cui il quadricipite si contrae, troppo tardi. La sindrome femoro-rotulea va compresa come una disfunzione globale indotta dal FHL, che si consuma sulla femoro-rotulea.
Contrariamente alla sindrome da iperpressione esterna, i dolori della sindrome femoro-rotulea sono antero-mediali e compaiono durante lo sforzo, in particolare nella corsa. Possono essere così violenti da obbligare all’interruzione dell’attività; con il riposo sportivo scompaiono da soli. Si spiegano con un edema osseo transitorio situato sul versante interno della rotula, legato alla ripetizione di sollecitazioni in pressione e taglio al momento dell’impatto del piede al suolo.

Parallelamente ai dolori articolari, possono esistere dolori alla periferia del ginocchio, in particolare sui tendini. I più esposti sono la bandelletta ileo-tibiale (la sindrome del tergicristallo) e i tendini della zampa d’oca, sulla faccia interna del piatto tibiale. Perché questi tendini ? Perché tentano di contrastare la rotazione esterna eccessiva della tibia associata a una supinazione esagerata al momento dell’impatto del piede al suolo, indotta dal FHL. Le forze in gioco sono importanti perché si esercitano in modo eccentrico, in frenata del movimento. I pazienti se ne lamentano raramente, ma li si ritrova in modo costante alla palpazione se li si ricerca.
Tre conferenze approfondiscono la sindrome femoro-rotulea, l’articolazione femoro-rotulea e il legame con l’analisi della marcia.
Se i Suoi dolori anteriori di ginocchio recidivano nonostante la riabilitazione, il bilancio di mobilità al Centre du pied permette di obiettivare l’eventuale FHL che li alimenta.
Tipo di dolore
meccanico, anteriore
Popolazione
giovane, sportiva
Frequenza
dal 25 al 40 % delle visite
Localizzazione
antero-mediale
Imaging
il più delle volte normale
Causa di fondo
Hallux Limitus Funzionale
La panoramica delle patologie del ginocchio legate al FHL, dalla sindrome femoro-rotulea alla lesione del LCA.
L’analisi della marcia su tappeto connesso per obiettivare il FHL e il suo impatto sul ginocchio.