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Il piede è l’organo dell’equilibrio. A ogni passo bascula in pronazione poi in supinazione, in una coreografia millimetrica che il FHL disorganizza. L’analisi del cammino è lo strumento che rende visibile questa disorganizzazione, dal semplice esame in ambulatorio fino al tappeto di cammino connesso.
Il piede non è solo una piattaforma d’appoggio. È per definizione l’organo dell’equilibrio, e il suo ruolo nel cammino è orchestrare una coreografia di basculamenti alternati tra pronazione e supinazione, che sincronizza tutto l’arto inferiore fino al rachide. A ogni passo, questo balletto deve svolgersi nel giusto ordine, al momento giusto, senza scatti. Il FHL spezza questa coreografia.
Prima di capire come il FHL faccia deragliare il cammino, occorre conoscere la sequenza normale. Il ciclo fisiologico si scompone in tre fasi coordinate sul piano trasversale, che assicurano l’ammortizzamento, la propulsione e la stabilità.
Tre fasi successive, ciascuna con un basculamento del piede ben codificato.
Il piede attacca il suolo in leggera supinazione o in posizione neutra, poi bascula in supinazione all’inizio dell’appoggio.
Il piede si appiattisce poi bascula in pronazione per ammortizzare l’impatto e adattare l’appoggio al suolo.
Il piede ritorna in supinazione, l’alluce sale in flessione dorsale, il piede diventa una leva rigida propulsiva.
Questa sequenza è sincronizzata con il resto del corpo. La pronazione provoca una rotazione tibiale interna, la supinazione una rotazione tibiale esterna, e il bacino ruota a tempo. Tutto è collegato, automatico, economico.

Per visualizzare questo movimento, l’immagine più giusta è quella di uno scafo che beccheggia nell’onda. Il piede bascula alternativamente da un lato all’altro, con un ritmo codificato e morbido, che ammortizza i carichi e li distribuisce sulle articolazioni. È questo beccheggio controllato a rendere il cammino umano economico e fluido.
Durante il cammino, il piede beccheggia in pro-supinazione con un ritmo codificato. Come lo scafo di una barca che si inclina da un bordo all’altro nell’onda, il piede ammortizza, distribuisce e propelle con morbidezza. Il FHL disturba questo beccheggio, lo rende brusco, disordinato, e ne spezza il ritmo. Il movimento perde la sua fluidità, il corpo non riesce più a scivolare sul passo come una barca sull’acqua.
Il FHL sfasa i momenti di transizione tra pronazione e supinazione. Ne conseguono una supinazione eccessiva all’attacco del passo e soprattutto una pronazione eccessiva e brutale alla fine della fase d’appoggio. Là dove il piede dovrebbe basculare dolcemente, si produce una vera rottura del movimento.
Con circa 5 milioni di cicli di cammino all’anno per individuo, questo squilibrio si ripete milioni di volte. La rottura brutale a fine appoggio aumenta i carichi articolari a ogni passo, provoca un effetto di beccheggio destabilizzante che può innescare lesioni gravi come la rottura del LCA, e alimenta lesioni da sovraccarico a tutti i livelli dell’arto inferiore.
L’analisi del cammino si pratica in modo progressivo, dal più semplice al più preciso. Tre livelli d’esame complementari permettono al clinico di oggettivare i disturbi secondo il contesto clinico e le esigenze della diagnosi.
Nei pazienti affetti da FHL, l’analisi del cammino permette di oggettivare un disturbo dello svolgimento del passo che resta invisibile all’esame statico. Quattro conseguenze biomeccaniche si ritrovano sistematicamente e costituiscono un insieme diagnostico determinante.
Queste anomalie sono documentate con video e piattaforma di misura. Costituiscono un criterio determinante nella diagnosi del FHL, in particolare nei casi in cui il test clinico in ambulatorio non basta a convincere il paziente o a oggettivare l’impatto funzionale.
L’analisi del cammino non si limita a osservare il piede. Permette anche di visualizzare l’effetto del FHL sulla postura globale, in particolare al livello lombo-pelvico. L’attacco del passo in rotazione esterna riduce il braccio di leva del medio gluteo e comporta un basculamento controlaterale del bacino in fase d’appoggio. Questo basculamento è visibile direttamente al video e spiega perché il FHL si ripercuote fino alla schiena.
« Bastano pochi passi per raccontare ciò che anni di sintomi non sono riusciti a rivelare. L’analisi del cammino è il rivelatore più immediato del FHL. »
Dr Jacques Vallotton, Centre Orthopédique d’Ouchy
L’analisi del cammino si completa idealmente con un bilancio podologico statico e dinamico, che misura le pressioni plantari e l’impronta del piede al suolo.
Fasi del ciclo
3
Livelli d’esame
ambulatorio, tappeto, corsa
Strumento di riferimento
tappeto connesso
Segno chiave
rottura a fine appoggio
Cicli annuali
5 milioni
Misure possibili
pressioni, video
L’analisi statica e dinamica delle pressioni plantari, complemento essenziale dell’analisi del cammino.
Il FHL stretch test, esame di riferimento in ambulatorio, complementare all’analisi dinamica.