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L’origine del conflitto, un nuovo paradigma evolutivo

Per comprendere perché il piede umano sia così vulnerabile al FHL, occorre forse risalire a cinque milioni di anni fa. Un incontro con l’antropologa Yvette Deloison, attorno a una teoria che ripensa il posto della bipedia nell’evoluzione umana.

Una domanda raramente posta

Il FHL non è una malattia nel senso classico del termine. Non è un’infezione, non è un tumore, non è una degenerazione. È un conflitto meccanico tra un tendine e un tunnel osseo, che si verifica in un momento preciso del passo, in un numero di persone sufficiente perché lo si incontri ogni giorno in consultazione. Ma allora, da dove viene questo conflitto? Perché la nostra anatomia arriva a intrappolare sé stessa?

La risposta non si trova nel presente. Si trova in cinque milioni di anni di evoluzione.

Un incontro, un libro, una tesi

In preparazione del Congresso Medicol 2023 sul FHL, il Dr Jacques Vallotton ha intervistato Yvette Deloison, antropologa specialista dell’evoluzione umana. Da questo incontro è nata una riflessione che illumina la patologia da un’angolazione inattesa: quella evolutiva.

Autrice

Yvette Deloison

Antropologa, specialista dell’evoluzione umana e delle origini della bipedia. Autrice di una teoria che propone un proto-ominoide semiacquatico come antenato della linea umana, distinta da quella degli australopitechi. Riferimento: La préhistoire du piéton.

Due paradigmi evolutivi

L’evoluzione classica insegna che l’uomo moderno discende dalla linea degli australopitechi, a loro volta derivati da primati arboricoli. La bipedia sarebbe dunque un’acquisizione recente e progressiva, conseguenza di una discesa graduale dall’albero verso la savana. Yvette Deloison propone un’altra lettura.

Paradigma classico

L’uomo discenderebbe dagli australopitechi

L’uomo moderno deriverebbe dalla linea degli australopitechi, primati parzialmente bipedi comparsi circa quattro milioni di anni fa. La bipedia sarebbe un’acquisizione relativamente recente, legata all’uscita dalle foreste verso le savane africane.

Ipotesi alternativa

La bipedia originaria, semiacquatica

La nostra linea discenderebbe da un proto-ominoide bipede vissuto in un ambiente semiacquatico, distinto da quello degli australopitechi. La bipedia non sarebbe una conquista tardiva ma una caratteristica originaria. Questa tesi, sostenuta da eminenti specialisti, non è mai stata smentita.

Le impronte fossili di Creta

La scoperta di impronte fossili a Creta risalenti a oltre cinque milioni di anni fa ha rilanciato il dibattito. Queste impronte presentano caratteristiche anatomicamente moderne (presenza di una volta plantare, alluce allineato con le altre dita, svolgimento del passo) in un’epoca in cui, secondo il paradigma classico, l’uomo bipede non sarebbe dovuto esistere.

5 milioni di anni

L’impronta che disturba il racconto ufficiale

Questa impronta fossile, più antica dei primi australopitechi bipedi documentati in Africa, presenta una morfologia già molto vicina a quella del piede umano moderno. Suggerisce che una linea bipede sia esistita ben prima di quanto ammetta la cronologia classica e che abbia forse seguito una via evolutiva distinta.

L’intervista completa in video

Il Dr Jacques Vallotton e Yvette Deloison ritornano in dettaglio su queste questioni in una serie di tre video. L’intervista principale affronta la bipedia originaria e due complementi approfondiscono il versante genetico e quello delle ricostruzioni umane.

intervista principale

La bipedia originaria, un nuovo paradigma

complemento 1

Evoluzione e genetica

complemento 2

Ricostruzioni umane

Il legame con il FHL

Quale rapporto tra questa tesi antropologica e il FHL che il Centre du pied incontra quotidianamente? Il rapporto è diretto. Se la nostra linea si è evoluta in un ambiente semiacquatico, l’anatomia del nostro piede è stata ottimizzata per sollecitazioni diverse da quelle che le imponiamo oggi. Il cammino prolungato su suolo duro, la calzatura occidentale, i terreni regolari, le lunghe distanze in stazione eretta: altrettante sollecitazioni che il nostro piede forse non è stato concepito per sopportare pienamente.

Un’ipotesi di lavoro

Il tunnel retro-talare e la puleggia fibrosa che costringe il tendine FHL potrebbero essere un’eredità evolutiva di una funzione diversa del piede, ottimizzata per un uso che non abbiamo più. Il FHL sarebbe allora meno un’anomalia che un conflitto tra un’anatomia antica e un uso moderno.

« Il piede umano è un compromesso evolutivo che non ha ancora del tutto finito di evolversi. Il FHL è uno dei prezzi che paghiamo per camminare eretti sui marciapiedi. »

Dr Jacques Vallotton, Centre Orthopédique d’Ouchy

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Dalla teoria alla pratica

Per comprendere l’origine del conflitto nel Suo caso, le sue manifestazioni e le opzioni terapeutiche disponibili, il Centre Orthopédique d’Ouchy propone un bilancio completo.

In breve

Antropologa

Yvette Deloison

Tesi

bipedia originaria

Impronte

5 milioni di anni

Luogo

Creta

Ipotesi

ambiente semiacquatico

Video

1 intervista + 2